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Ma che sfacciataggine ! Cosi’ si onora la carica di sindaco?

Le risposte del sindaco alla notizia della decisione di presentare un esposto da parte del Cittadino Governante a difesa del Kursaal (visto che non lo ha fatto l’amministrazione), lasciano veramente di stucco.
Proviamo una profonda pena di fronte a queste incredibili affermazioni e confessiamo di essere un  po’ a disagio di fronte a tanta insipienza.
Sappia, comunque, il sindaco che:
Le norme tecniche del PRG contengono vincoli precisi per quanto riguarda la distanza dal Kursaal e dal Condominio Tritone e per quanto riguarda l’allineamento sul fronte strada. La legge stabilisce che il Sindaco indirizza e controlla l’attività amministrativa svolta dai dirigenti e dagli uffici nell’attività di gestione della cosa pubblica. In ogni caso sia il sindaco, che la giunta, che la maggioranza non potevano non sapere. I due permessi di costruire sono stati rilasciati nel 2008 e nel 2010, le osservazioni alla variante al PRG si dovevano presentare nel 2007: come poteva la nostra associazione presentare un’osservazione in merito se il misfatto doveva ancora accadere? La cittadinanza deve sapere che la variante al PRG avviata anche dall’attuale sindaco, nel 2007, contiene addirittura un incremento degli indici edificatori  per l’area in questione.
clicca qui e leggi il testo completo del nostro comunicato stampa

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Ma che sfacciataggine ! Cosi’ si onora la carica di sindaco?

 

Ma che sfacciataggine ! Cosi’ si onora la carica di sindaco?

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Un esposto a difesa del Kursaal

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Sabato 19 novembre si è tenuta nella sede di Piazza Buozzi, una conferenza stampa per presentare una iniziativa della nostra associazione a difesa del bene culturale Kursaal, edificio simbolo del lungomare monumentale e centrale del Lido. E' stata illustrata, con precisione e dovizia di particolari da Alberta Ortolani e Franco Arboretti, la ricostruzione dell'intera vicenda, relativa all'impattante costruzione a ridosso del Kursaal, autorizzata dal comune e posta sotto sequestro dalla magistratura. Nonostante la nostra associazione, per ben due volte abbia portato all'attenzione dell'assise civica l'imbarazzante situazione, offrendo la possibilità di poter tornare indietro con una deliberazione in autotutela, si è sempre affermato che tutto era perfettamente in regola e che nessun danno veniva arrecato al contiguo edificio del Kursaal.  Pertanto, vista l'indifferenza della giunta Mastromauro e del presidente di Giulianova Patrimonio nei confronti del Kursaal, bene pubblico di tutta la collettività giuliese, presenteremo nei prossimi giorni,  presso la Procura del Tribunale di Teramo un esposto, affinché venga restituita dignità e decoro ad un monumento che tutti i cittadini di Giulianova sentono e vedono profondamente offeso.

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La farmacia comunale va salvata se l’amministrazione si ostina a vendere realizzi almeno molto

La farmacia comunale va salvata se l’amministrazione si ostina a vendere realizzi almeno molto

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Debiti pregressi e alienazioni

La farmacia comunale va salvata, se l’amministrazione si ostina a vendere realizzi almeno molto

La farmacia comunale non va venduta perché:
  • E’ un’attività economica pubblica che produce guadagni annuali consistenti e migliorabili ulteriormente.
  • Può produrre servizi importanti per la collettività.
  • Si doveva evitare di creare una situazione finanziaria così deficitaria nel Bilancio Comunale: oltre alle cause esterne, ci sono, infatti, molte cause locali di cui sono responsabili gli amministratori comunali.
  • Ci sono altre vie concrete da percorrere per fronteggiare il buco finanziario creatosi in Bilancio.
  • C’è un fronte molto ampio di forze (di cui Il Cittadino Governante fa parte), che attualmente rappresenta la maggioranza della popolazione, che responsabilmente dice no alla vendita e che sta trovando notevole consenso nella raccolta di firme per la salvezza della farmacia comunale. 
E comunque se la Giunta volesse venderla, nonostante tutto, il Comune deve, almeno, realizzare un lauto introito. A tal fine il Bando per la vendita va, quindi, modificato e prorogato perché:
  • E’ autolesionistico aggiudicare la gara anche in presenza di un solo partecipante (la “svendita” della scuola elementare Acquaviva – quando ci fu un solo partecipante – lo dovrebbe aver insegnato!).
  • La base d’asta può, congruamente, essere superiore e partire dai 4 milioni di euro. Si fa sempre in tempo a ridurre in caso di gara deserta.
  • Occorre garantire una conoscenza maggiore a livello regionale e       nazionale della notizia della vendita per avere una vera competizione tra le offerte.
  • Visto che possono partecipare solo farmacisti vanno informati tutti gli ordini dei farmacisti sul territorio nazionale e non solo quelli abruzzesi.
  • Occorre concedere più tempo per favorire una maggiore partecipazione alla gara e per dare il tempo ai potenziali partecipanti di organizzarsi nel reperimento del denaro necessario (presso le banche o creando cordate forti economicamente): venti giorni circa sono veramente pochi.
  • Vanno modificate le clausole che tendono a restringere la possibilità di partecipazione alla gara.
  • Andrebbe favorita la creazione di società di giovani farmacisti disoccupati ma in possesso dei titoli previsti.
  • Vanno inseriti nel bando aspetti rilevanti per stimolare l’interesse a partecipare all’asta e cioè: l’entità del ragguardevole volume di affari annuale della farmacia ed anche il fatto che si trovi in una città balneare, ubicata in centro, in una strada molto trafficata e con facilità di parcheggio.
Si torni, responsabilmente, indietro, quindi: questo è la strada maestra per tutelare gli interessi generali.
Altrimenti si creino, almeno, le condizioni perché il Comune introiti il più possibile.
Ricordiamo che i cittadini stanno a guardare e si interrogano su quanto dovranno ancora perdere a causa delle conclamate  incapacità di questa amministrazione.
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E’ inutile che solleviate polveroni: i cittadini hanno capito bene!

I lavoratori, più che “dipendenti”, in genere si autodefiscono “lavoratori”: basterebbe questo lapsus a far capire che non sono i lavoratori a parlare nella replica alla nostra risposta. Ma, soprattutto, i lavoratori della Giulianova Patrimonio – proprio perché sanno leggere e scrivere e sono in grado perfettamente di intendere e di volere -, dopo aver letto i motivi veri e fondati delle critiche rivolte, non a loro, ma alle scelte del Sindaco e alla conduzione della Giulianova Patrimonio da parte del Presidente, mai avrebbero messo nero su bianco le gravi offese rivolte al consigliere Arboretti ed all’associazione di cui fa parte. E’ di tutta evidenza, comunque, che il problema fondamentale non è chi ha scritto realmente le lettere ma evidentemente le questioni che sono state da noi poste in ordine al rischio di fallimento, in pochi anni, della Giulianova Patrimonio e del Comune di Giulianova per la pessima gestione dei relativi Bilanci, che intanto per quest’anno ha portato alla vendita della farmacia comunale. Su queste, però, sia il sindaco Mastromauro che il presidente Di Giambattista, stranamente tacciono! Confidano nel polverone che stanno creando ad arte: ma quando si diraderà come faranno?

clicca qui e leggi il testo integrale del nostro comunicato stampa
clicca qui e leggi la replica di Giulianova Patrimonio al nostro comunicato del 30 ottobre
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Lista civile

E’ inutile che solleviate polveroni: i cittadini hanno capito bene!

E’ inutile che solleviate polveroni: i cittadini hanno capito bene!