Le notizie degli ultimi giorni hanno definitivamente svelato una serie di tagli operati dal Ministero dei Trasporti e da Trenitalia sulla dorsale adriatica coinvolgendo inevitabilmente anche la stazione ferroviaria di Giulianova. I negativi effetti dell’unilaterale operazione di razionalizzazione attuata dalla Società nel nuovo prospetto degli orari 2012 risulteranno:
Apprendiamo dalla stampa che improvvisamente il sindaco ha cambiato idea sull’abuso edilizio che sta sfregiando il Kursaal: ora dovrebbe far posto ad un parco ( un po’ mini per la verità) che dia lustro allo storico palazzo comunale. Abbiamo, allora, pensato: finalmente si ripristina la legalità sull’area. Nemmeno per sogno: pagheranno i cittadini giuliesi che dovranno concedere un’area pubblica per far edificare altrove quei volumi e, come se non bastasse, dovranno pure spendere per abbattere il grezzo sequestrato. Su questa brutta storia di gestione del territorio l’amministrazione ne ha fatte di tutti i colori: ha detto che era tutto a posto, ha negato l’evidenza dell’abuso autorizzato, ha trascurato il Kursaal, ha tentato di depistare l’opinione pubblica sulle responsabilità, ha offeso pesantemente chi svelava come stavano le cose, si è costituita in sede di TAR , ha avviato un procedimento amministrativo finalizzato all’abbattimento del Tritone.
Nel consiglio comunale del 26 ottobre scorso la maggioranza ha approvato un punto che non ha avuto sui mezzi di informazione il risalto che avrebbe meritato: l’autorizzazione a far “tornare” in Via Trieste una consistente concentrazione di esercizi commerciali di cospicua grandezza (da 1500 mq, da 1000 mq e da 600 mq) in aggiunta a quelli già previsti fino a 250 mq. Si profila di nuovo – era già accaduto nel 2003 per responsabilità dell’accordo trasversale tra parte del centrodestra e parte del centrosinistra – una seria minaccia per il già sofferente tessuto commerciale esistente nel centro del Lido. Quanto promesso dal sindaco Ruffini nel 2004, allorché revocò la delibera sul grande centro commerciale previsto nell’area ex SADAM, non è stato mantenuto dal vicesindaco dell’epoca (l’attuale sindaco Mastromauro) e dalla sua maggioranza (la stessa di allora). Si ha idea di quali ripercussioni ci saranno per le attività commerciali esistenti, specialmente ora che siamo in piena crisi economica? Possibile che non si riesca a capire che la sofferenza dei piccoli negozi, ma anche dello storico centro commerciale dell’Annunziata, già ai livelli di guardia per tutto quello che è nato come grande distribuzione intorno a Giulianova, rischia di diventare una lenta agonia verso la fine? Sarebbero a rischio di chiusura, purtroppo, molti altri negozi oltre a quelli che l’hanno già dovuto fare; sarebbero persi molti posti di lavoro; molte famiglie andrebbero in grave sofferenza economica.