COMUNICATO STAMPA
La farmacia comunale è, al momento, salva, ma il rischio di vendita è tutt’altro che scongiurato. Nonostante il repentino dietrofront del sindaco Mastromauro e della sua maggioranza, il documento approvato nella seduta consigliare dello scorso 23 novembre lascia ancora socchiusa la porta che conduce alla dismissione di un bene pubblico socialmente rilevante ed economicamente redditizio.
Parlare di “misure alternative alla vendita che dovranno essere individuate” significa ignorare ancora una volta la via della trasparenza e ricorrere come di consueto al più fumoso gergo politichese per ignorare di fatto la volontà espressa da migliaia di cittadini: le 2657 firme raccolte fino ad oggi (ben 1673 di rappresentanza femminile) meritavano senza dubbio una risposta ben più chiara e decisa di quella ricevuta.
Ai firmatari della petizione va il nostro ringraziamento, oltre all’impegno da parte del nostro comitato di continuare a vigilare su qualunque decisione dovesse interessare la farmacia, pronto ad opporsi anche in futuro a qualsivoglia ipotesi di cessione della sua titolarità.
Comitato contro la vendita
della farmacia comunale
Nel Question Time del 23 novembre è stata discussa una dettagliata interrogazione presentata dal consigliere Arboretti, riguardante la gestione dei rifiuti e la raccolta porta a porta, attiva da quasi quattro anni nel nostro territorio. L’interrogazione richiedeva dati estremamente importanti sulla quantità e tracciabilità sia dei materiali indiferrenziati conferiti in discarica che sui materiali avviati al recupero. Ma la risposta del Vicesindaco Filipponi è stata estremamente fumosa e lacunosa, non ha praticamente fornito alcun dato significativo per valutare la gestione dei rifiuti ed i relativi costi sempre in continuo aumento. Il consigliere Arboretti ha anticipato nel corso dell’interrogazione una mozione per proporre all’assise civica una radicale inversione di tendenza tesa a raggiungere l’obbietivo dei rifiuti zero senza ricorrere ne a discariche ne ad inceneritori.