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Negare la parola agli oppositori e’ segno di debolezza e di paura

Il presidente del consiglio comunale, con l’assenso del segretario generale del comune, non ha consentito al consigliere Arboretti (e a tutti gli altri consiglieri) di replicare al sindaco nel dibattito sul piano per la ex SADAM. Il sindaco Mastromauro ha chiesto la parola subito dopo il documentato intervento del consigliere Arboretti e, con il suo intervento (dai toni  comizieschi e mistificatori, non degni di un consiglio comunale) di ben 55 minuti (non 20), calibrato sull’intervento precedente,  ha cercato di rintuzzare i ficcanti affondi, precisi e circostanziati, dell’esponente del Cittadino Governante. Chi per togliere la parola agli oppositori si rifugia nei cavilli da azzeccagarbugli e nell’autoritarismo dei numeri usati come una clava, mostra di sé una cosa molto chiara: ha paura di quello che può dire chi viene messo a tacere.

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